lampadine

Come comprendere al meglio le etichette nelle confezioni delle lampadine

Grazie alle recenti normative europee, i produttori di lampadine per uso domestico (alogene, fluorescenti e a LED) hanno l’obbligo di informare correttamente il consumatore sulle principali caratteristiche dei prodotti e sulle loro prestazioni energetiche.

Queste informazioni vengono tipicamente indicate sulla confezione (oppure sull’imballo) soprattutto se la lampadina è venduta a scaffale. Alcune prescrizioni sull’etichetta energetica (che qui non trattiamo per ragioni di spazio) sono entrate in vigore solo il 1° marzo 2014.

In Fig. 1 potete vedere le informazioni fornite sulla confezione di una lampada elettronica fluorescente compatta, prodotta da una importante e serissima multinazionale.

Nel seguito vi forniamo le relative spiegazioni per interpretare simboli e significati, sicuramente con qualche imprecisione tecnica sacrificata alla maggiore semplicità possibile.

Presentazione

Fig. 1

Watt: indica il consumo di energia elettrica ed è usato spesso come sinonimo di “potenza luminosa”, permettendo di confrontare facilmente tra loro prodotti diversi. Spesso si usano i Watt per confrontare una lampada moderna con un’altra ad incandescenza, come nell’esempio di Fig. 2. Il significato di questo confronto è: questa lampada elettronica fluorescente ha un consumo di 15 Watt, ma produce luce tanto quanto una lampada a incandescenza di 64 Watt.

Lumen

Fig. 2

Lumen: indica la quantità di luce che viene emessa complessivamente dalla lampadina in tutte le direzioni, compreso il soffitto. Nel nostro caso, la lampadina da 15 Watt e quella da 64 Watt producono entrambe 800 lumen, ma la prima consuma energia elettrica 4 volte meno della seconda. La lampadina da 15 Watt è quindi più efficiente di quella da 64 Watt perché consuma meno corrente pur fornendo la medesima illuminazione.

 

Temperatura cromatica: questo valore, espresso in gradi Kelvin (°K) ci dice se la tonalità della luce sarà tendente al caldo, al neutro oppure al freddo (Fig. 3).

Temperatura cromatica

Fig. 3

 

Ra = Indice di resa cromatica: indica lo scostamento della temperatura cromatica tra due sorgenti luminose, di cui quella di riferimento è una lampadina ad incandescenza. Questa definizione è molto approssimativa, ma sufficiente al nostro scopo di semplice divulgazione.

Ra è un parametro usato nella progettazione illuminotecnica. Normalmente questo numero è sempre 80 o maggiore.

Tempo di accensione: per essere precisi rappresenta il tempo necessario (in secondi) affinchè la lampada raggiunga una determinata quantità di irradiamento luminoso. In questo caso occorrono 20 secondi per raggiungere il 60% della luminosità massima. Questo “ritardo” è tipico delle lampade fluorescenti e dei tubi al neon, mentre è pari a zero secondi per le lampade a led, quelle a incandescenza e le alogene: esse passano istantaneamente da “spenta” a “massima intensità”.

Dimmer: è un termine inglese che significa “variatore di luminosità”. Si tratta di un dispositivo elettronico tipicamente esterno alle lampade, collegato ad esse tramite cavi, che ne permette la regolazione continua da spento alla luminosità massima. Le lampade elettroniche fluorescenti e i tubi al neon in genere non permettono di usare dimmer esterni e quando vige questo divieto il simbolo è barrato (Fig. 4).

 

Non dimmerabile

Fig. 4

Durata prevista: la normativa europea prescrive di indicare la “durata” basandosi su un tempo medio di accensione pari a 2,7 ore/giorno. La lampada ovviamente non si spegnerà improvvisamente al termine del tempo indicato, ma perderà progressivamente le sue prestazioni rispetto al prodotto nuovo.

Numero di accensioni: ogni volta che accendiamo una lampada, qualunque essa sia, le diamo uno “shock” di energia e a lungo andare qualcosa prima o poi si romperà nei circuiti elettronici contenuti nel corpo. Il numero di accensioni dipende dalla complessità del circuito elettronico che può incorporare o meno dei componenti che “attutiscono” lo shock elettrico.

Hg = contenuto di mercurio: viene indicato in milligrammi. Tutte le lampade fluorescenti (compresi i tubi al neon) contengono una modesta quantità di vapori di mercurio il cui simbolo chimico è “Hg”. Le vecchie lampadine a incandescenza e quelle a led non contengono mercurio o altri prodotti tossici.

Questo elemento è stato ritenuto tossico per l’uomo e inquinante per l’ambiente, quindi bandito da diversi prodotti commerciali come ad esempio i termometri.

Il mercurio si trova nel bulbo in vetro insieme ad altri gas come il neon o il krypton i quali, eccitati da una corrente elettrica, emettono raggi UV che a loro volta colpiscono le pareti interne del vetro sulle quali è stato deposto un materiale fluorescente che produce luce.

La normativa europea prevede che sul sito internet del produttore vi sia un’apposita pagina dedicata alle norme comportamentali in caso di rottura della lampada. Cercate quindi il simbolo in Fig. 5 o keywords come “broken lamp”, “mercurio”, “smaltimento”.

 

Fig.5

Fig.5

Lo smaltimento di una lampadina deve avvenire consegnandola gratuitamente alle “isole ecologiche” predisposte dai comuni e non deve essere buttata nel cassonetto dell’indifferenziata perché in questa situazione prima o poi si romperà, disperdendo nell’ambiente i vapori.

Trattandosi di un prodotto elettronico, troverete anche il simbolo del cassonetto barrato (Fig. 6) ad indicare che lo smaltimento non deve avvenire in tali contenitori.

RAEE

Fig. 6

Le lampade sono tipicamente chiamate RAEE (Rifiuti Apparecchiature Elettriche Elettroniche) ed il loro smaltimento non deve avvenire con i rifiuti indifferenziati, anche se il contenuto di mercurio fosse pari a zero.

V – Hz: indicano rispettivamente la tensione di utilizzo (da 220 a 240 Volt ovvero la rete domestica) e la frequenza (da 50 a 60 Hertz). La frequenza è un parametro elettrico usato per indicare la distanza tra le “onde” della corrente alternata di casa.

Tipo di attacco: indica il tipo di innesto della lampada e quindi del portalampada necessario al perfetto accoppiamento. In questo caso E27 è il tipico “zoccolo grande”.

La Fig. 7 mostra un secondo esempio di etichetta tecnica.

Fig.7

La Fig. 8 mostra il logo del marchio CE, che la normativa europea richiede di applicare su questa tipologia di prodotti. Tranne in casi particolari, il marchio viene apposto dallo stesso Costruttore il quale garantisce, con tale logo, che il suo prodotto è conforme alle direttive europee applicabili. Cercate questo marchio sulla confezione e sul prodotto.

Simbolo CE

 

Testo redatto da Lyra Consulenze Industriali Srl – Via Dei Mulini, 5 – Ivrea (TO)

Lyra è una società specializzata nella consulenza di ingegneria elettronica per applicazioni industriali e nella progettazione di sistemi per l’illuminazione a led per uso privato.

Visitate il nostro sito dedicato al lighting domestico www.led-madeineurope.com

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